SULL’UTILIZZO ADEGUATO DEI SOCIAL DA PARTE DEI FIGLI


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L’anomalo utilizzo da parte del minore dei mezzi offerti dalla moderna tecnologia tale da ledere la dignità cagionando un serio pericolo per il sano sviluppo psicofisico dello stesso, può essere sintomatico di una scarsa educazione e vigilanza da parte dei genitori; i genitori sono tenuti non solo ad impartire ai propri figli minori un’educazione consona alle proprie condizioni socio-economiche, ma anche ad adempiere a quell’attività di verifica e controllo sulla effettiva acquisizione di quei valori da parte del minore; riguardo all’uso della rete telematica l’adempimento del dovere di vigilanza dei genitori è inoltre strettamente connesso all’estrema pericolosità di quel sistema e di quella potenziale esondazione incontrollabile dei contenuti

Tribunale di Caltanissetta, sentenza del giorno 8 ottobre 2019

Il procedimento in oggetto nasce da una segnalazione effettuata dalla Legione Carabinieri Sicilia, dalla quale emerge che alcuni minorenni in concorso tra loro, per motivi abietti e futili, profittando di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la privata difesa, con condotte reiterate e utilizzando il sistema di messaggistica istantanea “Whatsapp”, avevano molestato una loro coetanea, cagionandole un perdurante e grave stato di ansia e paura, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita, per il fondato timore per la propria incolumità e quella dei suoi cari.

Il Tribunale, intervenuto sulla questione ha innanzitutto constatato il sempre più diffuso utilizzo da parte dei minori di internet e degli strumenti di comunicazione telematica e, dei pericoli connessi a tale fenomeno. L’utilizzo anomalo di tali strumenti di comunicazione pone la necessità di una adeguata formazione dei minorenni sul corretto utilizzo dei social network e più in generale di internet.

L’impiego di tali mezzi permette l’esercizio del diritto di libertà, ossia del diritto di ricevere e comunicare informazioni e idee; nello specifico il diritto all’informazione e alla comunicazione, riconducibile alla libertà di espressione ex art. 10, primo comma della Convenzione di Roma del 1950.

L’articolo 21 della Costituzione sancisce il diritto di ogni persona di

“manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, con lo scritto e con ogni altro mezzo di diffusione”;

tuttavia tale diritto trova un limite nella tutela della dignità della persona soprattutto se minorenne, in quanto soggetti deboli.

I giudici hanno specificato che “gli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale impongono non solo il dovere di impartire al minore una adeguata educazione all’utilizzo dei mezzi di comunicazione ma anche di compiere un’attività di vigilanza sul minore per quanto concerne il suddetto utilizzo; l’educazione di pone, infatti, in funzione strumentale rispetto alla tutela dei minori al fine di prevenire che questi ultimi siano vittime dell’abuso di internet da parte di terzi”.

L’educazione impartita dai genitori deve essere finalizzata ad evitare che i figli minori procurino danni a sé stessi o a terzi mediante l’utilizzo degli strumenti informatici.

“L’anomalo utilizzo da parte del minore dei mezzi offerti dalla moderna tecnologia tale da ledere la dignità cagionando un serio pericolo per il sano sviluppo psicofisico dello stesso, può essere sintomatico di una scarsa educazione e vigilanza da parte dei genitori; i genitori sono tenuti non solo ad impartire ai propri figli minori un’educazione consona alle proprie condizioni socio-economiche, ma anche ad adempiere a quell’attività di verifica e controllo sulla effettiva acquisizione di quei valori da parte del minore; riguardo all’uso della rete telematica l’adempimento del dovere di vigilanza dei genitori è inoltre strettamente connesso all’estrema pericolosità di quel sistema e di quella potenziale esondazione incontrollabile dei contenuti”.

Secondo costante orientamento giurisprudenziale   il dovere di vigilanza imposto ai genitori deve concretizzarsi in una limitazione sia quantitativa che qualitativa dell’accesso ai social e alla rete internet, al fine di evitare un utilizzo non adeguato.

avv. Tania Busetto

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