SEQUESTRO DI PERSONA E VIOLENZA SESSUALE


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Sussiste il concorso o l’assorbimento in caso di violenza sessuale e sequestro di persona?

In tema di concorso di reati, il delitto di sequestro di persona è assorbito in quello di violenza sessuale, quando la privazione della libertà personale della vittima si protrae per il tempo strettamente necessario a commettere l’abuso sessuale

Corte di cassazione, terza sezione penale, sentenza n. 38014 del 2019

La Corte di Cassazione, terza sezione penale, con la sentenza n. 38014 del 2019 ha chiarito che il sequestro di persona ex art. 605 c.p. è assorbito nella violenza sessuale nel caso in cui, la privazione della libertà della vittima si protragga per tutto il tempo necessario a consumare l’abuso.

Nel caso di specie il Tribunale di primo grado aveva assolto l’imputato dal reato di cui all’art. 61 c.p. n. 2 e art. 605 c.p., perché il fatto non sussisteva e dichiarava di non doversi procedere in ordine all’ulteriore reato di cui all’art. 81 e 609 bis c.p., perché l’azione penale non poteva essere esercitata per difetto di una tempestiva querela.

L’imputato era stato accusato, in qualità di direttore di un centro ippico, costretto una ragazza di diciotto anni, approfittando della sua condizione di dipendenza, frequentando questa il centro per diventare insegnante di equitazione, a subire atti sessuali, consistiti nell’accarezzarle il viso e poi il corpo sino a toccarle le parti intime, nel tentare di baciarla in bocca, nel leccarle il viso e il collo, nel prenderle la mano e nel chiederle di toccargli l’organo sessuale, sussurrandole che era bella, che doveva lasciarsi andare e che doveva mantenere il segreto. Al fine di commettere  reato di violenza sessuale, l’imputato, chiudendo a chiave la porta della stanza dove convocava la ragazza e mettendosi la chiave in tasca, la privava della libertà personale.

La Corte d’Appello, in riforma della decisione di primo grado, aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti dell’imputato per il reato di cui all’art. 61 c.p. n. 2 e art. 605 c.p., in quanto estinto per prescrizione, e aveva condannato l’imputato alla pena di un anno e 10 mesi di reclusione, in ordine al residuo reato di cui agli artt. 81 e 609 bis c.p.

Nell’adire la Corte di Cassazione il difensore dell’uomo ha dedotto l’erronea applicazione dell’art. 605 c.p., osservando che il reato di sequestro di persona doveva ritenersi assorbito nel reato di cui all’art. 609 bis c.p. per la contemporaneità delle condotte.

Gli Ermellini, intervenuti per dirimere la questione hanno dichiarato fondato il motivo di ricorso, ritenendo che la sentenza impugnata debba essere annullata senza rinvio in relazione al giudizio concernente il reato di sequestro di persone, che deve ritenersi assorbito nel reato di violenza sessuale.

“Il comportamento dell’imputato, per quanto astrattamente idoneo a integrare la fattispecie di cui all’art. 605 c.p., stante l’avvenuta privazione della libertà subita dalla ragazza, risulta tuttavia destinato a essere assorbito nella successiva e più grave condotta di violenza sessuale”.

Infatti, secondo costante orientamento giurisprudenziale

“in tema di concorso di reati, il delitto di sequestro di persona è assorbito in quello di violenza sessuale, quando la privazione della libertà personale della vittima si protrae per il tempo strettamente necessario a commettere l’abuso sessuale”.

Dott.ssa Benedetta Cacace

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