… SE L’EX CONVIVENTE HA CONTRIBUITO ECONOMICAMENTE ALLA REALIZZAZIONE DELLA CASA?


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L’ex convivente ha diritto alla restituzione delle somme versate per la realizzazione della casa familiare

Corte di Cassazione, seconda sezione civile, ordinanza n. 24721 del 2019

Nel caso di specie l’attrice aveva adito il Tribunale di primo grado esponendo che, durante il periodo di convivenza con il convenuto, questi aveva edificato su un proprio fondo un immobile ad uso abitativo, impiegando anche somme di spettanza dell’attrice, per un importo pari alla metà dei costi di edificazione. Con successiva scrittura privata l’ex convivente aveva espressamente riconosciuto all’attrice la comproprietà dell’immobile per la quota del 50%.

Per tali ragioni la donna aveva chiesto di disporre la divisione del bene o, in via subordinata, la condanna del resistente al versamento di un importo pari alla metà degli esborsi sostenuti per la realizzazione del manufatto.

Il convenuto aveva impugnato la scrittura per violenza, assumendo che il consenso gli era stato estorto dietro la minaccia della donna di abbandonare la casa familiare e di portare con sé i figli.

Il Tribunale aveva rigettato la domanda di accertamento della comproprietà dell’immobile, riconoscendo tuttavia all’attrice un credito a titolo di indennità da ingiustificato arricchimento. La Corte d’Appello, nel confermare la decisione di primo grado aveva riqualificato la domanda come azione personale di restituzione, ritenendo provato che l’originaria attrice avesse concorso nel sostenere i costi di costruzione della casa e pertanto le spettasse il rimborso del 50% di quanto sostenuto.

La Corte di Cassazione, intervenuta sulla questione, ha dichiarato infondato il ricorso sottolineando come l’esame diretto della citazione conduce a rilevare che la donna, dopo aver rivendicato in via principale la comproprietà dell’immobile, domandando la divisione giudiziale e l’attribuzione di eventuali conguagli, aveva chiesto, in via subordinata, che le fosse restituito in ogni caso un importo pari al 50% dei costi della costruzione.

La domanda subordinata era volta a reintegrare il patrimonio della resistente nel caso in cui non le fosse stata riconosciuta la comproprietà dell’immobile e non fosse stata disposta la divisione.

Per tali motivi non sussiste alcuna carenza motivazionale, in quanto

“l’esame della pronuncia consente di comprendere agevolmente le ragioni della condanna, avendo il giudice di merito evidenziato che le dichiarazioni dell’ex convivente, contenute nella scrittura privata, comprovavano che questi aveva ricevuto un importo pari al 50% dei costi della costruzione in vista della realizzazione della casa familiare e che, non essendosi concretizzato l’acquisto della comproprietà del bene da parte della resistente, le somme andavano restituite”.

La contribuzione oggetto di lite e documentata con la scrittura era indebita; l’accertamento che la dazione di denaro era rivolta al mero fine di realizzare la casa familiare giustifica ex art. 2033 c.c., il rimorso delle somme versate a titolo di concorso nelle spese di costruzione dell’edificio rimasto di proprietà esclusiva dell’uomo.

Dott.ssa Benedetta Cacace

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