RECENSIONI NEGATIVE SU GOOGLE

IL RISTORATORE PUÒ CHIEDERE LA RIMOZIONE DELLE RECENSIONI NEGATIVE FALSE DA GOOGLE

Ormai le recensioni sono alla base del vivere comune. Tutto può essere valutato ed ogni impresa nel mercato è soggetta alle valutazioni ed interpretazioni dei clienti.

Ben presto le opinioni degli utenti sono diventate il fulcro di tutto ciò che facciamo.

Le opinioni negative hanno acquisito il potere di affondare il mercato di un’impresa, così come quelle positive sono riuscite ad elevare i profitti.

Ma così come le recensioni sono un ottimo strumento per migliorare l’esperienza degli utenti, sempre più spesso diventano un’arma per colpire i competitor o anche un semplice mezzo di vendetta.

Le finte recensioni sono sempre più diffuse e giungono a minacciare sia la credibilità delle piattaforme online che gli affari dei poveri imprenditori, i quali vengono danneggiati da informazioni fittizie e fuorvianti sui propri servizi o prodotti.

Per fenomeni come quelli in esame, le imprese si sono spesso viste costrette a rivolgersi a legali per ottenere la rimozione alla piattaforma online delle recensioni negative e finte e per individuare e ricorrere agli strumenti di tutela più adatti (per esempio una denuncia- querela o l’attivazione di un procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. o l’avvio di un procedimento di mediazione)

Sono numerosi i casi che si sono occupati di casi di risarcimento per la lesione del diritto all’immagine per le recensioni negative (si veda ad esempio: Tribunale Catania, Sez. spec. in materia di imprese, Sent., 24/04/2020, n. 1415; Corte d’Appello Brescia, Sez. lavoro, Sent., 27/05/2020, n. 36) e ciò a riprova del difficile bilanciamento tra la libertà di espressione e il dovere di rispettare la dignità delle persone (c.d. neminem ledere).

Ad esempio, il Tribunale di Roma con l’ordinanza del 21.09.2020 ha ricordato che il limite da rispettare nelle recensioni negative consiste

nell’evitare l’invettiva gratuita, la consapevole rappresentazione di circostanze falsate, l’uso di toni o termini apertamente e inutilmente lesivi della dignità altrui”.

Tra le pronunce in materia risalta la recente ordinanza del 02.08.2022 del Tribunale di Genova, sez. I civile.

Un ristoratore è dovuto ricorrere alla Magistratura ed ha ottenuto la cancellazione delle recensioni false potenzialmente lesive dei propri affari.

Nella vicenda sottesa alla pronuncia in esame un ristoratore genovese nell’aprile del 2022 riceveva ripetute e diffamatorie recensioni pubblicate da soggetti ignoti su una piattaforma on line che riguardavano prodotti non commercializzati nel locale.

Per colpa di tali recensioni negative il ristoratore subiva un calo nel punteggio attribuito al proprio locale con conseguente grave pregiudizio economico.

Immediatamente il Giudice adito emetteva decreto inaudita altera parte con cui ordinava agli autori della piattaforma coinvolta di rendere inaccessibili le recensioni denunciate come false e di ripristinare il punteggio assegnato all’esercizio commerciale antecedentemente alla pubblicazione di tali commenti.

Le recensioni venivano subito rimosse e il punteggio veniva ripristinato e così cessava la materia del contendere.

In ogni caso il Giudice genovese precisava, per regolamentare le spese processuali, che:

in tema di responsabilità degli hosting provider la S.C. stabilmente statuisce che “la responsabilità derivante dallo svolgimento di attività di hosting sussiste in capo al prestatore di servizi di rete che non abbia provveduto all’immediata rimozione dei contenuti illeciti, qualora ricorrano, congiuntamente: a) la conoscenza legale dell’illecito perpetrato dal destinatario del servizio; b) la ragionevole possibilità di constatarlo, alla stregua del grado di diligenza richiesto ad un operatore professionale della rete; c) la possibilità di attivarsi utilmente ai fini della rimozione” (si veda ex multisCass. civ. 7708/2019; nello stesso senso, Cassazione civile, sez. I, 16/09/2021, n. 25070).

Nel caso di specie il responsabile della piattaforma era a conoscenza dell’illecito perpetrato dal destinatario del servizio, giacché il ristoratore aveva provveduto ad informarlo per mezzo di  diffida e di querela, ma l’operatore della piattaforma continuava a non provvedere alla cancellazione dei contenuti che, alla successiva data del ricorso, erano ancora presenti sul sito.

Sussisteva anche la ragionevole possibilità di constatare la responsabilità dell’operatore di rete, atteso che la falsità delle recensioni era palese visto che riguardavano un locale ubicato in una città diversa da quella reale e comunque si basavano su prodotti che non erano commercializzati nell’esercizio.

Con pochi accertamenti dunque l’operatore di rete avrebbe potuto facilmente captare l’ambiguità dei commenti, provvedendo quindi autonomamente alla loro eliminazione.

Tutto ciò, unitamente al fatto che l’operatore non avesse eliminato prontamente dalla propria piattaforma i citati contenuti, gli sono valsi la condanna alle spese di lite e le basi per incardinare una causa di risarcimento del danno.

Scarica il testo della sentenza

Trib. Genova, sez. I civile, ord., 2 agosto 2022

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