QUANDO SI SOTTOSCRIVE UN FOGLIO IN BIANCO

Sottoscrivere un foglio bianco

Il sottoscrittore che assume, con querela di falso, che la sottoscrizione sia stata apposta su foglio firmato in bianco e poi abusivamente riempito, ha l’onere di provare sia che la firma sia stata apposta su foglio non ancora riempito, sia che il riempimento sia avvenuto absque pactis.

Corte di Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 2992 del 2018

Nel caso di specie, in seguito alla proposizione di querela di falso in via incidentale in altro procedimento, l’attore aveva evocato in giudizio il convenuto innanzi al Tribunale di primo grado invocando l’accertamento della falsità di taluni documenti che, il querelante, pur non disconoscendone la sottoscrizione, assumeva essere stati compilati difformemente alla propria volontà.

Il Tribunale aveva inizialmente dichiarato inammissibile la querela e aveva disposto la separazione dei due procedimenti, e all’esito dell’istruttoria la aveva respinta.

Avverso tale decisione l’attore aveva proposto appello lamentando, che il giudice di primo grado aveva dichiarato l’inammissibilità della querela di falso con riguardo ad alcuni documenti, in relazione ai quali inizialmente la querela era stata invece ritenuta ammissibile; inoltre che la decisione di non ammettere la querela su tali documenti, in quanto redatti “contra pacta” non sarebbe stata giustificata, dato che si trattava di atti redatti “absque pactis”.

Dal canto suo la Corte d’Appello aveva respinto l’impugnazione confermando la sentenza di primo grado e condannando l’appellante alle spese di giudizio.

Nel ricorrere in Cassazione il ricorrente lamenta che la Corte d’Appello avrebbe erroneamente ritenuto che, in merito ai documenti si configurasse un riempimento contra pacta mentre il querelante aveva dedotto un riempimento absque pactis. Il ricorrente sostiene che tra le parti vi era un accordo che i documenti dovevano rimanere depositati presso l’azienda agricola di famiglia, ma non vi era alcun accordo in relazione al modo in cui essi dovevano essere utilizzati.

Inoltre il ricorrente lamenta che la Corte avrebbe erroneamente ritenuto trattarsi di biancosegni, affermando che il querelante avrebbe dovuto dimostrare sia che il foglio era bianco all’atto della firma, sia che il riempimento era avvenuto absque pactis.

Gli Ermellini, intervenuti sulla questione hanno chiarito che la mancata contestazione non è idonea ad esimere il querelante dalla prova richiesta dalla legge.

La sentenza impugnata è in linea con il già consolidato principio secondo cui:

Il sottoscrittore che assuma, con querela di falso, che la sottoscrizione era stata apposta su foglio firmato in bianco ed abusivamente riempito ha l’onere di provare sia che la firma era stata apposta su foglio non ancora riempito, sia che il riempimento era avvenuto absque pactis.

Come precisato dalla terza sezione della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16007 del 2003

“La sottoscrizione di un documento integrante gli estremi della scrittura privata vale ex se, ai sensi dell’art. 2702 c.c., a ingenerare una presunzione iuris tantum di consenso del sottoscrittore al contenuto dell’atto e di assunzione della paternità dello scritto, indipendentemente dal fatto che la dichiarazione non sia stata vergata o redatta dal sottoscrittore. Ne consegue che, se la parte contro la quale la scrittura sia stata prodotta ne riconosce la sottoscrizione, la scrittura fa piena prova della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, mentre il sottoscrittore che assuma, con querela di falso, che la sottoscrizione era stata apposta su foglio firmato in bianco ed abusivamente riempito, ha l’onere di provare sia che la firma era stata apposta su foglio non ancora riempito, sia che il riempimento era avvenuto absque pactis.

La disciplina è diversa per il caso di riempimento absque pactis e di riempimento contra pacta in quanto nel primo caso l’abuso incide sulla provenienza e sulla riferibilità della dichiarazione al sottoscrittore, invece nel secondo caso si traduce in una mera disfunzione interna del procedimento di formazione della dichiarazione stessa.

Dott.ssa Benedetta Cacace


VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO? ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Potrebbe interessarti

Questo sito utilizza cookie anche di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi