MEDIAZIONE E PROCURA ALLE LITI


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Alcune precisazioni sulla procura alle liti in mediazione

Tribunale di Verona, terza sezione civile, sentenza del 26 novembre 2019

Nel caso di specie i giudici del Tribunale di primo grado avevano rigettato l’istanza attorea di sospensione del decreto opposto, assegnando alle parti il termine di quindici giorni per proporre istanza di mediazione  e, alla successiva udienza avevano rilevato che la procure in virtù della quale il difensore degli opponenti aveva partecipato alla procedura stragiudiziale non aveva carattere speciale, rinviando così l’udienza di precisazione delle conclusioni.

Quali sono le conseguenze processuali della scelta degli opponenti di partecipare al procedimento di mediazione non già di persona ma tramite il loro difensore?

Si deve rammentare che è stato affermato che vi è la possibilità per la parte interessata di partecipare al procedimento di mediazione anche tramite il proprio difensore purché a questo sia conferita una procura speciale. Tale orientamento è stato confermato anche dalla pronuncia n. 8473 del 2019 della Corte di Cassazione che ha precisato che tale procura speciale deve avere carattere sostanziale.

Anche se la Corte non l’ha specificato, deve ritenersi che la forma della procura speciale deve essere quella prescritta per il negozio che il rappresentante è chiamato a concludere, secondo quando previsto dall’art. 1392 c.c (La procura non ha effetto se non è conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere).

Nel caso di specie l’avvocato degli attori non aveva ricevuto da questi alcuna procura avente il contenuto predetto.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8473 de 2019 ha precisato che la conseguenza della partecipazione di una parte alla mediazione tramite un rappresentante privo della procura speciale avente le caratteristiche necessarie equivale a quella della mancata partecipazione, non essendo possibile una rinnovazione o una sanatoria.

 

Come conseguenza l’improcedibilità non può che colpire la domanda della parte che ha causato tale improcedibilità, non già quella della controparte, altrimenti se così non fosse si permetterebbe ad una parte di provocare l’improcedibilità della domanda del proprio avversario.

Dott.ssa Benedetta Cacace

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