MATRIMONIO ROVINATO PER INADEMPIMENTO CONTRATTUALE

A volte il giorno più bello della vita può essere rovinato a causa di eventi inaspettati.

Pensiamo per esempio all’importanza che diamo ai ricordi legati a quell’evento e quindi a quanto sia importante per gli sposi il book fotografico.

Ma cosa seccede se il fotografo si perde le foto scattate?

È possibile richiedere un risarcimento del danno?

Di un evento simile si è occupata la Corte di Cassazione, terza sezione civile, con la sentenza n. 13370 del 29 maggio 2018

Nel caso al vaglio dei giudici di piazza Cavour, il Tribunale di Roma aveva condannato una società di fotografia a risarcire una donna per i danni derivanti dalla mancata consegna del servizio fotografico commissionato per il matrimonio: la società si era resa inadempiente alle obbligazioni assunte nel contratto, atteso lo smarrimento delle foto scattate durante la celebrazione del matrimonio.

Inoltre il Tribunale aveva riconosciuto il risarcimento del danno morale ed esistenziale, ritenendo che la mancanza delle fotografie incidesse in maniera negativa sulla vita della donna, per l’impossibilità di ricordare nel tempo un emozione tanto grande come quella del matrimonio.

La Corte d’Appello aveva parzialmente riformato la decisione di primo grado, rigettando la domanda inerente al risarcimento del danno non patrimoniale, in quanto non si trattava di un fatto di reato, ma solamente di un inadempimento contrattale.

La Corte ha rilevato poi che essendovi un video del matrimonio, la coppia avrebbe potuto rivivere quel momento in ogni caso e ricavare dallo stesso immagini fotografiche.

La donna ricorre quindi  in Cassazione, lamentando la

“violazione e falsa applicazione degli artt. 1218, 1174, 2059 c.c. anche in relazione all’art. 2 della Costituzione Italiana, per avere il giudice di appello erroneamente affermato che a seguito dell’inadempimento delle obbligazioni contrattuali è derivato soltanto un danno patrimoniale e non anche un danno non patrimoniale risarcibile”.

La società, avrebbe leso il diritto al “alla memoria” o “al ricordo“, componente del diritto all’identità personale riconosciuto dall’art. 2 della Costituzione Italiana.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26972 del 11.11.2008 hanno riconosciuto l’applicabilità del principio di cui all’art. 2059 c.c. anche all’illecito contrattuale.

L’articolo in questione non disciplina una autonoma fattispecie di illecito, distinta da quella di cui all’art. 2043 c.c., ma si limita soltanto a disciplinare i limiti e le condizioni di risarcibilità dei pregiudizi non patrimoniali, sul presupposto della sussistenza di tutti gli elementi costitutivi dell’illecito richiesti dall’art. 2043 c.c.: e cioè la condotta illecita, l’ingiusta lesione di interessi tutelati dall’ordinamento.

Ciò che differenzia il danno patrimoniale e quello non patrimoniale consiste nel fatto che quest’ultimo è risarcibile in tutti i casi in cui ricorrano gli elementi di un fatto illecito, mentre il primo lo è soltanto nei casi previsti dalla legge.

Nel caso di danno non patrimoniale derivante da lesione di diritti inviolabili della persona, il danno è risarcibile anche quando non sussiste un fatto-reato, né ricorre una delle ipotesi cui la legge permetta il ristoro del pregiudizio patrimoniale.

Tuttavia, pur essendo innegabile il rilievo che la data delle nozze riveste per i nubendi, il danno in esame non assurge a una gravità tale da incidere su interessi di rango costituzionale e quindi per tali motivi la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso.

E se invece tutti gli invitati dopo la festa stanno male perché nel banchetto nuziale vi e del cibo avariato, chi risarcisce gli sposi per il danno subito?

Secondo consolidato orientamento giurisprudenziale, in materia di azione di adempimento contrattuale ex art. 1453 c.c.:

“In tema di prova dell’inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento deve soltanto provare la fonte del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dall’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento, ed eguale criterio di riparto dell’onere della prova deve ritenersi applicabile al caso in cui il debitore convenuto per l’adempimento, la risoluzione e il risarcimento del danno si avvalga dell’eccezione di inadempimento ex art 1460 c.c. Anche nel caso in cui sia dedotto non l’inadempimento dell’obbligazione, ma il suo inesatto adempimento, al creditore istante sarà sufficiente la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento, gravando ancora una volta sul debitore l’onere di dimostrare l’avvenuto, esatto adempimento”.

Nel corso del ricevimento nuziale, oggetto del contratto, diversi invitati si erano sentiti male, manifestando i classici sintomi di un’intossicazione alimentare, a causa del cibo avariato servito dalla società opposta.

In base a diversi esami effettuati sugli alimenti serviti il giorno del banchetto era emerso il loro cattivo stato di conservazione, unito a valori di cariche microbiche superiori alla norma, per tale motivo si era dedotto il grave inadempimento della pattuizione stipulata tra le parti.

Quindi, i disturbi gastro-intestinali accusati dagli ospiti sono riconducibili alle sopraesposte carenze di conservazione degli alimenti.

Gli sposi avevano chiesto il risarcimento del danno non patrimoniale per l’accaduto, ed il Tribunale aveva rammentato che le Sezioni Unite, con diverse sentenze aveva confermato che anche in caso di inadempimento contrattuale può sorgere il diritto alla riparazione del danno non patrimoniale, solo se ricorrono le ipotesi previste dalla legge o se vi sia stata lesione di diritti inviolabili alla persona.

Nel caso in cui si ammettesse il risarcimento del danno non patrimoniale da inadempimento solo in caso di lesione di diritti involabili si finirebbe per incidere non solo sulla disciplina del risarcimento del danno, ma anche su quella dell’esistenza dell’obbligazione.

Si deve ritenere che il danno non patrimoniale da inadempimento contrattuale sia risarcibile indipendentemente dalla sussistenza di una lesione di un diritto inviolabile costituzionalmente qualificato.


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