L’AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO E L’AUTORIZZAZIONE A RESISTERE IN GIUDIZIO

L’amministratore del condominio, nel caso in cui debba costituirsi in un giudizio avente come oggetto l’impugnazione della delibera assembleare, non necessita della relativa autorizzazione da parte dello stesso organo

Cassazione Civile, Sez. II, Ordinanza n. 12806/2019

Gli Ermellini con l’ordinanza in commento rammentano il consolidato orientamento della giurisprudenza della Corte di Cassazione a mente del quale

“L’art. 1131 c.c., comma 2, afferma che l’amministratore può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell’edificio.”

La Corte di  Cassazione, Sez. 2, con sentenza n. 1451/2014, ha precisato quindi che l’autorizzazione o ratifica da parte dell’assemblea condominiale occorre soltanto per le cause che esorbitano dalle attribuzioni dell’amministratore, ai sensi dell’art. 1131 c.c., commi 2 e 3, sicchè essa non necessita, sussistendo al riguardo autonoma ed incondizionata legittimazione dell’amministratore, per i giudizi che abbiano ad oggetto l’esecuzione di una deliberazione assembleare o la resistenza all’impugnazione di una delibera proposta da un condomino.

“L’amministratore di condominio è, in sostanza, legittimato passivo nel giudizio di impugnazione ex art. 1137 c.c., in quanto, nel compito di eseguire le deliberazioni dell’assemblea dei condomini, affidato all’amministratore dall’art. 1130 c.c., n. 1, – per il cui espletamento nel successivo art. 1131 gli è riconosciuta la rappresentanza in giudizio del condominio -, è implicitamente ricompreso quello di difendere la validità delle delibere in relazione alla regolarità delle assemblee in cui le stesse furono adottate.”

Fermo quanto precede l’amministratore per resistere alla lite non ha bisogno de munirsi della relativa  autorizzazione dell’assemblea, nè è necessario che l’assemblea gli dia mandato per conferire la procura “ad litem” al difensore, che, quindi, lo stesso amministratore ha il potere di nominare.

“La questione della legittimazione passiva dell’amministratore è logicamente connessa a quella della necessità dell’approvazione assembleare della nomina dell’avvocato cui dare mandato per la costituzione del condominio. Sicchè deve ribadirsi, quanto al primo motivo di ricorso, che l’amministratore di un condominio, per conferire procura al difensore al fine di costituirsi in giudizio nelle cause che non esorbitano dalle sue attribuzioni, agli effetti dell’art. 1131 c.c., commi 2 e 3, (quale, nella specie, la resistenza all’impugnazione di una delibera proposta da un condomino), non ha bisogno dell’autorizzazione dell’assemblea dei condomini, ed un’eventuale delibera sul punto avrebbe il significato di mero assenso alla scelta già validamente effettuata dall’amministratore (cfr. Cass., Sez. 2, 25 maggio 2016, n. 10865; Cass., Sez. 2, 3 dicembre 1999, n. 13504; Cass., Sez. 2, 26 novembre 2004, n. 22294)”.

Avv. Tania Busetto


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