IN CASO DI OMESSA COMUNICAZIONE DEI DATI DEL CONDUCENTE

NEL CASO IN CUI L’INFRAZIONE VIENE ANNULLATA, RISULTA  ILLEGITTIMA LA SANZIONE PER OMESSA COMUNICAZIONE DEI DATI DEL CONDUCENTE

 

La Cassazione Civile, Sez. II, con la sentenza del  01/02/2024 n. 3022 ha dato continuità all’indirizzo già espresso dalla Corte con la pronuncia n. 24012/2022, secondo la quale la violazione ex art. 126-bis co. 2 c. d. s. si può dare soltanto quando siano definiti i procedimenti giurisdizionali o amministrativi avverso il verbale di accertamento dell’infrazione presupposta.

Ciò significa che lorgano accertatore deve

comunicare la perdita di punteggio all’anagrafe nazionale solo dopo il pagamento della sanzione amministrativa oppure dopo la definizione dei procedimenti sulla validità della contestazione presupposta (oppure ancora dopo la scadenza dei termini per la proposizione dei correlativi ricorsi)

Quindi

“ indipendentemente dall’invito al proprietario a comunicare le generalità del conducente, ove la contestazione presupposta venga tratta ad oggetto di opposizione e il procedimento si definisca con l’annullamento, non si dà perdita di punteggio, né si deve dare quindi sanzione per la mancata comunicazione dei dati personali relativi al conducente”

Con questa pronuncia si dà quindi continuità all’indirizzo espresso da Cass. 24012/2022, secondo la quale la violazione ex art. 126-bis co. 2 c. d. s. si può dare soltanto quando siano definiti i procedimenti giurisdizionali o amministrativi avverso il verbale di accertamento dell’infrazione presupposta.

Ricapitolando:

– in caso di esito dei menzionati procedimenti sfavorevole per il ricorrente, l’organo di polizia è tenuto ad emettere una nuova richiesta, dalla cui comunicazione decorre il termine di sessanta giorni ex art. 126-bis co. 2 c. d. s.;

– in caso di esito favorevole (con annullamento del verbale di accertamento), viene meno il presupposto della violazione de qua.

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