FIGLIA AVVOCATO NON AUTOSUFFICIENTE – SI AL MANTENIMENTO

La figlia maggiorenne ed esercente l’attività di avvocato ma non ancora economicamente autosufficiente, ha diritto di essere mantenuta dai genitori.

Corte di Cassazione, prima sezione civile, sentenza n. 19135 del 2019

Nel caso di specie, in sede di separazione coniugale, il Giudice aveva accolto la domanda di addebito proposta dalla moglie nei confronti del marito, imponendo a questo il versamento di un assegno mensile a titolo di mantenimento alla moglie e uno a contributo al mantenimento della figlia maggiorenne, ma non ancora economicamente indipendente.

Nel ricorrere in Cassazione l’uomo lamenta la decisione della Corte d’Appello nel confermare la decisione di primo grado in merito al riconoscimento di un assegno di mantenimento nei confronti della figlia maggiorenne, esercente la professione di avvocato, ma non ancora economicamente autosufficiente.

Gli Ermellini, intervenuti sulla questione hanno dichiarato infondato il motivo di ricorso, rammentando che secondo costante orientamento giurisprudenziale:

“la dichiarazione della cessazione dell’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni che non siano ancora autosufficienti deve essere suffragata da un accertamento di fatto che abbia riguardo all’acquisizione di una condizione di indipendenza economica, all’età, all’effettivo conseguimento di un livello di competenza professionale e tecnica, all’impegno rivolto verso la ricerca di un’occupazione lavorativa nonché, in particolare, alla complessiva condotta personale tenuta, dal raggiungimento della maggiore età, da parte dell’avente diritto”.

Il giudice di merito ha il compito di valutare caso per caso, e con criteri di rigore proporzionalmente crescenti in rapporto all’età dei beneficiari, le circostanze che giustificano il permanere del suddetto obbligo, fermo restando che tale obbligo non può essere protratto oltre ragionevoli limiti di tempo e misura, in quanto il diritto del figlio si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione, nel rispetto delle sue capacità, inclinazioni e aspirazioni che devono essere compatibili con le condizioni economiche dei genitori.

All’epoca dei fatti la figlia della coppia aveva completato gli studi ed era diventata avvocato ma da un tempo non sufficiente per raggiungere l’indipendenza economica; per tale motivo secondo la Corte di Cassazione è giusta la decisione del giudice di merito.

Dott.ssa Benedetta Cacace


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