AVVOCATI: MODELLO 5 E PRESCRIZIONE


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Il modello 5 per gli avvocati si prescrive in 5 anni ed il decorso del termine per l’esercizio della potestà sanzionatoria della Cassa deveessere ancorato al compimento del tempo concesso all’iscritto per assolvere l’obbligo di comunicazione dei dati reddituali di cui agli artt. 17 e 23 che recita: per i contributi, gli accessori e le sanzioni dovuti o da pagare ai sensi della presente legge, la prescrizione decorre dalla data di trasmissione alla Cassa, da parte dell’obbligato, della dichiarazione di cui agli artt. 17 e 23

Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 27509 del 2019

Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva confermato la decisione del giudice di prime cure che aveva rigettato l’opposizione, proposta da un legale, avverso la cartella esattoriale per il pagamento, in favore della Cassa, di una somma di denaro a titolo di sanzione per il mancato invio delle comunicazioni obbligatorie relative al reddito professionale ai fini IRPEF e al volume d’affari ai fini Iva per gli anni 2000 e 2001.

I giudici di merito, in mancanza della comunicazione effettuata dal ricorrente ed in considerazione della natura della condotta omissiva, un illecito permanente con possibilità per i soggetti obbligati di provvedervi sempre, avevano ritenuto che il termine di prescrizione quinquennale, decorrente dalla data di consumazione dell’illecito coincidente con l’invio delle comunicazioni stesso, non fosse iniziato a decorrere e pertanto non poteva ritenersi maturata la prescrizione alla data di notificazione della cartella esattoriale.

L’avvocato, nel ricorrere in Cassazione deduce violazione degli articoli 17 e 19 l. n. 576 del 1980, ritenendo erronea l’interpretazione secondo cui la prescrizione quinquennale della sanzione amministrativa pecuniaria per omesso invio del modello 5 inizierebbe a decorrere dalla data di invio del modello e la quantificazione della condotta omissiva alla stregua di un illecito permanente.

Sostiene inoltre che l’obbligo di presentazione del modello 5 soggiace a termini precisi e che l’eventuale condotta inadempiente non può dar luogo alla possibilità per la Cassa, di irrogare una sanzione amministrativa per un tempo indefinito.

Gli Ermellini, intervenuti sulla questione hanno accolto il ricorso sottolineando come

“la legge n. 576 del 1980 prevede, all’articolo 17, per gli iscritti agli albi degli avvocati l’obbligo di comunicare alla Cassa Forense, entro 30 giorni dalla data prescritta la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi, l’ammontare del reddito professionale di cui all’art. 10 dichiarato ai fini dell’IRPEF per l’anno precedente nonché il volume complessivo d’affari di cui all’art.11 dichiarato ai fini dell’IVA per il medesimo anno”.

L’obbligatorietà della comunicazione è confermata anche dall’art. 17, comma 1, della L. n. 576 del 1980 che prevede che il professionista è tenuto alla comunicazione anche nel caso in cui le dichiarazioni fiscali non siano state presentate o siano negative.

La sanzione per chi non ottempera all’obbligo di comunicazione o effettua una comunicazione non conforme al vero, consiste, come previsto dal comma 4 della disposizione sopra richiamata, in una penalità pari alla metà del contributo soggettivo minimo previsto per l’anno solare in cui la comunicazione doveva essere inviata.

Non vi è dubbio che la prescrizione sia quinquennale, inoltre il decorso del termine per l’esercizio della potestà sanzionatoria della Cassa deve

“essere ancorato necessariamente al compimento del tempo concesso all’iscritto per assolvere l’obbligo di comunicazione dei dati reddituali di cui agli artt. 17 e 23 che recita: per i contributi, gli accessori e le sanzioni dovuti o da pagare ai sensi della presente legge, la prescrizione decorre dalla data di trasmissione alla Cassa, da parte dell’obbligato, della dichiarazione di cui agli artt. 17 e 23”.

La Corte di Cassazione ha ribadito il costante orientamento giurisprudenziale, secondo cui

“il decorso della prescrizione della sanzione amministrativa pecuniaria inizia a decorrere dal giorno in cui è stata commessa la violazione, ossia allo scadere dei trenta giorni dalla data prescritta per la presentazione della dichiarazione annuale dei redditi”.

Dott.ssa Benedetta Cacace

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