ATTIVITÀ LAVORATIVA E SPESE NECESSARIE


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Il datore di lavoro deve far fronte alle spese necessarie per la realizzazione delle condizioni necessarie all’attività lavorativa e fra le quali rientrano anche quelle che consentono l’esercizio della professione, se svolta nell’interesse suo esclusivo

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 06295 del 2020

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l’ordinanza n. 06295 del 2020 è intervenuta per chiarire che

“sono a carico del datore di lavoro le spese che servono a realizzare le condizioni specifiche necessarie per l’espletamento dell’attività lavorativa”.


Nel caso di specie la Corte d’Appello aveva respinto l’appello proposto dall’Inpdap avverso la sentenza del Tribunale di primo grado che, in parziale accoglimento della domanda proposta dall’attore, aveva condannato l’ente a rimborsare quest’ultimo, dipendente dell’istituto, i contributi versati per l’iscrizione annuale all’albo degli avvocati.

Secondo costante orientamento giurisprudenziale

“sono a carico del datore di lavoro le spese che servono a realizzare le condizioni specifiche necessarie per l’espletamento dell’attività lavorativa, fra le quali rientrano anche quelle che consentono l’esercizio della professione, se svolto nell’interesse esclusivo del datore”.


L’Istituto, nell’adire la Corte di Cassazione lamenta che in mancanza di una disposizione di legge o contrattuale che preveda il rimborso ai dipendenti pubblici della quota annuale di iscrizione all’albo degli avvocati, si deve applicare il principio generale, ex art. 2 del d.lgs. n. 165/2001, in forza del quale

“l’attribuzione di trattamenti economici può avvenire esclusivamente mediante contratti collettivi”.

Gli Ermellini, intervenuti sulla questione hanno dichiarato infondato il ricorso, ribadendo il principio di diritto già affermato con la sentenza n. 3928 del 2007, secondo cui

“il pagamento della quota annuale di iscrizione all’elenco speciale annesso all’albo degli avvocati per l’esercizio della professione forense nell’interesse esclusivo del datore di lavoro è rimborsabile dal datore di lavoro, non rientrando nè nella disciplina positiva dell’indennità di toga a carattere retributivo, con funzione non restitutoria e un regime tributario incomaptibile con il rimborso spese, nè attenendo a spese nell’interesse della persona, quali quelle sostenute per gli studi universitari e per l’acquisizione dell’abilitazione alla professione forense”.

Avv. Tania Busetto

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