CONTRIBUTI DEI LAVORATORI AUTONOMI-PRESCRIZIONE


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Prescrizione dei contributi per i lavoratori autonomi

Corte di Cassazione, sesta sezione civile, sentenza n. 32077 del 2019

I contributi dei lavoratori autonomi si prescrivono in cinque o in dieci anni? La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento è intervenuta per dirimere l’annosa questione.

Nel caso di specie sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano accolto l’opposizione presentata dal contribuente all’intimazione di pagamento, avente ad oggetto crediti previdenziali, per l’intervenuta prescrizione dei crediti dopo la notifica delle cartelle di intimazione.

L’Agenzia delle Entrate –Riscossione, nel ricorrere in Cassazione, lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 2946 c.c., art. 49 D.P.R. 602/73 e 17 D.lgs. n. 46/99 per aver i giudici di merito ritenuto applicabile ai fini del computo del termine prescrizionale il termine breve ex art. 3 c.9 e 10 della l. n. 335/95 senza considerare l’effetto novativo conseguente alla notifica delle cartelle di pagamento che avrebbe comportato l’applicabilità del termine decennale di prescrizione.

Gli Ermellini, intervenuti sulla questione hanno dichiarato inammissibile il ricorso, rammentando che, le Sezioni Unite di Cassazione, con la pronuncia n. 23397 del 2016 hanno espresso il seguente principio di diritto, secondo il quale

“la scadenza del termine per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. n. 46 del 1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche la c.d. conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario, ai sensi dell’art. 2953 c.c.. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l’avviso di addebito dell’INPS, che dal primo gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto”.

In aggiunta si deve richiamare anche la pronuncia della Cassazione n.14301 del 2006 che in proposito ha affermato che

“in tema di riscossione di crediti previdenziali, il subentro dell’Agenzia delle Entrate quale nuovo concessionario non determina il mutamento della natura del credito che resta assoggettato per legge ad una disciplina specifica anche quanto al regime prescrizionale, caratterizzato dal principio di ordine pubblico dell’irrinunciabilità della prescrizione; pertanto, in assenza di un titolo giudiziale definitivo che accerti con valore di giudicato l’esistenza del credito, continua a trovare applicazione, anche nei confronti del soggetto titolare del potere di riscossione, la speciale disciplina della prescrizione prevista dall’art. 3 della l. n. 335 del 1995 invece che la regola generale sussidiaria di cui all’art. 2946 c.c., e ciò in conformità alla natura di atto interno all’amministrazione attribuita al ruolo”.

Dott.ssa Benedetta Cacace 

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