CESSAZIONE DELLE CONDIZIONI PER ACCEDERE AL GRATUITO PATROCINIO, CHI PAGA?

La revoca dell’ammissione al gratuito patrocinio ha come effetto quello di ripristinare, con efficacia rispettivamente ex nunc ovvero ex tunc, l’obbligo della parte assistita in giudizio di sopportare personalmente le spese della sua difesa, restando immutato il rapporto di rappresentanza e difesa nel processo che si fonda sulla designazione del difensore da parte del soggetto precedentemente ammesso al patrocinio a spese dello Stato

Corte di Cassazione, seconda sezione civile, ordinanza n. 10187 del 2019

Nel caso di specie, un avvocato aveva proposto opposizione al decreto che aveva rigettato l’istanza con la quale la stessa aveva chiesto la liquidazione del compenso spettante per il patrocinio a spese dello Stato.

Il Tribunale di primo grado aveva rigettato l’opposizione condannando l’istante al rimborso delle spese di lite.

Nello specifico i clienti erano stati ammessi al patrocinio a spese dello Stato, tuttavia il giudizio civile era stato definito con la cancellazione della causa dal ruolo ed il Giudice di Pace aveva respinto l’istanza di liquidazione del compenso a carico dell’Erario in quanto la causa era stata cancellata dal ruolo ed in tal caso lo Stato ha diritto ex art. 134 TUSG al recupero delle spese prenotate a debito nei confronti della parte ammessa al patrocinio.

Secondo il Tribunale:

“Il diritto dello Stato alla rivalsa anche per le spese anticipate dall’erario prima della pronuncia di estinzione del promesso…esclude l’anticipazione delle medesime e, in particolare gli onorari e le spese dovuti al difensore ex art. 131 comma 4 lett. a), dopo l’ordinanza di estinzione”.

Nell’adire la Corte di Cassazione il ricorrente lamenta che i giudici di merito avrebbero confuso il concetto di “anticipazione delle spese” con quello di “recupero da parte dell’Erario”, ritenendo erroneamente che tra l’anticipazione ed il recupero vi fosse una correlazione in riferimento ai compensi spettanti al difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.

Gli Ermellini, intervenuti per dirimere la questione hanno dichiarato fondato il motivo di ricorso precisando che:

“l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato comporta, a norma dell’art. 131 del d.p.r. n. 115 del 2002, relativamente alle spese a carico della parte ammessa, che sono anticipate dall’erario: a) gli onorari e le spese dovuti al difensore dalla stessa, il cui importo è determinato, al termine di ciascuna fase o grado del processo ovvero all’atto di cessazione dell’incarico, dall’autorità giudiziaria, secondo i criteri previsti dagli artt. 82 e 83 del d.p.r. n. 115”.

Lo Stato ha il diritto di recuperare quanto anticipato e lo può fare o ex art. 133 del d.p.r. n. 115 del 2002 dalla parte soccombente mediante esecuzione della condanna pronunciata in suo favore, ovvero mediante rivalse nei confronti della parte ammessa al patrocinio, nel caso in cui la stessa, in conseguenza della vittoria della causa, sia stata messa in condizione di poter restituire le spese erogate in suo favore, come previsto dal primo comma dell’art. 134 del d.p.r. 115 del 2002.

In base al terzo comma dell’art. 134 del d.p.r. sopra citato valgono le stese regole in caso di composizione della lite, infatti tutte le parti sono solidalmente obbligate al pagamento delle spese prenotate a debito.

Nel caso in cui il provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato venga revocato per venir meno dei presupposti, ovvero quando la proposizione della domanda sia frutto di un abuso del diritto, lo Stato ha in ogni caso il diritto a recuperare le somme eventualmente sborsate.

Se la revoca è conseguita al mutamento delle condizioni reddituali, lo Stato potrà recuperare le somme versate solamente dopo la revoca del provvedimento di ammissione; nel caso di revoca retroattiva, potrà recuperare anche le somme pagate prima della revoca stessa.

“La revoca ha come effetto quello di ripristinare, con efficacia rispettivamente ex nunc ovvero ex tunc, l’obbligo della parte assistita in giudizio di sopportare personalmente le spese della sua difesa, restando immutato il rapporto di rappresentanza e difesa nel processo che si fonda sulla designazione del difensore da parte del soggetto precedentemente ammesso al patrocinio a spese dello Stato”.

Dott.ssa Benedetta Cacace


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