AVVOCATO CHE SI FA PASSARE IL COMPITO ALL’ESAME, CHE REATO SI RAVVISA?

Se la candidata all’esame di avvocato si fa passare il compito, è tentato abuso di ufficio?

Corte di Cassazione, sesta sezione penale, sentenza n° 10567/2018

Risponde di tentato abuso d’ufficio, la candidata aspirante avvocato che abbia partecipato alle condotte criminose poste in essere da alcuni pubblici ufficiali, atte ad agevolarla nel superamento delle prove scritte dell’esame.

Ciò è quanto emerge dalla sentenza in commento, con cui gli Ermellini hanno respinto il ricorso dell’aspirante avvocato, condannata per concorso in tentato abuso d’ufficio.

I pubblici ufficiali avevano favorito la ragazza, consentendole di consegnare come proprio un elaborato redatto da altri, non riuscendo tuttavia nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà.

La candidata aveva ricevuto da una cancelliera addetta al Tribunale di Sorveglianza ed alla vigilanza per l’espletamento delle prove scritte d’esame, un elaborato preparato da altri e tratto da alcuni siti internet in cui, nell’immediatezza della pubblicazione, erano commentate le tracce.

Contro la condanna, l’imputata sosteneva l’inosservanza dell’articolo 270 c.p.p., atteso che come prova dei fatti di imputazione, erano state impiegate delle intercettazioni telefoniche autorizzate nell’ambito di un altro procedimento penale, pendente nei riguardi degli stessi pubblici ufficiali, per accertare ipotesi di reato inerenti ad atti falsi in favore di soggetti pregiudicati.

Gli Ermellini, nel respingere la censura hanno disposto tuttavia, che l’applicabilità dell’art. 270 c.p.p. non può essere invocata se nel corso delle intercettazioni legittimamente autorizzate, emergono elementi di prova relativi ad un altro reato, anche se svincolato da quello per il quale l’autorizzazione è stata debitamente motivata.

La responsabilità della candidata è stata congruamente dimostrata dalla valutazione sinergica delle intercettazioni telefoniche intercorse tra i coimputati nei giorni delle prove d’esame, nonché dall’esito dell’acquisizione di email scambiate tra gli stessi, ed infine dall’attività di pedinamento di uno degli ufficiali, posta in essere dalla Polizia giudiziaria.

Dott.ssa Benedetta Cacace


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