SULLE MULTE SERIALI E LA CORRETTA DETERMINAZIONE DELLA SANZIONE

Le vengono notificate 141 multe per aver transitato in due mesi in zona ZTL: è possibile considerare la consequenzialità funzionale delle condotte ed il carattere seriale delle violazioni?

Corte di Cassazione, seconda sezione civile, sentenza n. 22028 del 2018

I fatti di causa

Nel caso di specie, una società aveva proposto opposizione al Giudice di Pace avverso 141 verbali riguardanti la violazione dell’art. 7, comma 14 d.lgs. 285 del 1992, per aver transitato, priva di autorizzazione, in una zona a traffico limitato  e su corsie riservate ai mezzi pubblici nei mesi di novembre e dicembre 2012.

La ricorrente deduceva di essere incorsa in errore incolpevole, non essendo, al momento delleinfrazioni, a conoscenza della modifica del regime di autorizzazione all’accesso in zona ZTL, adottata dal Comune di Milano con ordinanza n. 684429 del 2012, entrata in vigore il 29.10.2012, ed evidenziava, a conferma della propria buona fede, di aver regolarizzato la propria posizione non appena ricevuta la notifica del primo verbale di contestazione.
Chiedeva quindi l’annullamento delle infrazioni già accertate o, in subordine, l’applicazione di una sanzione unica nel minimo edittale o
il riconoscimento della continuazione.

Il Giudice di pace, però, escludeva la sussistenza di un errore di fatto, di contro riteneva applicabile l’art. 198, comma primo, d.lgs. 285/1992, in considerazione della

“consequenzialità funzionale delle condotte e del carattere seriale delle violazioni, commesse in tempi ravvicinati e rispondenti ad una programmazione unitaria”,

confermava quindi le contestazioni di 14 verbali ed annullava le altre.
In appello, il Tribunale di Milano , invece, ecludeva l’applicabilità dell’art. 198, comma primo, d.gs. 285/1992, in quanto le singole violazioni erano state consumate con condotte del tutto autonome, in quanto commesse in giorni ed orari diversi, con auto diverse e in luoghi diversi.

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Il quadro normativo

Il comma 14 dell’art. 7 del d.lgs. 285 del 1992 dispone che:

“Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti nel presente articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquantamila a lire duecentomila. La violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 68,25 a euro 275,10”.

Art. 8 L 689/81 (Piu’ violazioni di disposizioni che prevedono sanzioni amministrative) dispone che

      “Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con un’azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative o commette piu’ violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione piu’ grave, aumentata sino al triplo”

Art. 198 (Più violazioni di norme che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie) d.lgs. 285/1992 :
“1. Salvo che sia diversamente stabilito dalla legge, chi con una azione od omissione viola diverse disposizioni che prevedono sanzioni amministrative pecuniarie, o commette più violazioni della stessa disposizione, soggiace alla sanzione prevista per la violazione più grave aumentata fino al triplo.
2. In deroga a quanto disposto nel comma 1, nell’ambito delle aree pedonali urbane e nelle zone a traffico limitato, il trasgressore ai divieti di accesso e agli altri singoli obblighi e divieti o limitazioni soggiace alle sanzioni previste per ogni singola violazione.”

La decisione della Corte di Cassazione

Precisa la Corte che

“in base al primo comma dell’art. 8, comma primo, L. 689/1981, e all’art. 198, comma primo, d.lgs. 285/1992, qualora con un’unica condotta illegittima siano violate più disposizioni di legge o sia commesse più violazioni della stessa disposizione, deve applicarsi un’unica sanzione aumentata fino al triplo, mentre in presenza di più violazioni della medesima o di diverse disposizioni di legge, consumate mediante condotte autonome, si applicano i principio del cumulo materiale e ciascuna infrazione soggiace ad una autonoma sanzione”

Secondo gli Ermellini, le violazioni della stessa indole reiterate nei cinque anni seguenti alla prima di queste, soggiacciono ad un aggravamento della sanzione, senza che ciò comporti l’unificazione delle condotte illecite aventi carattere autonomo a guisa di continuazione ed in deroga alle previsioni dell’art. 8, l. 689 del 1981.

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Pertanto la disciplina riguardante la reiterazione non introduce una deroga all’applicazione del cumulo formale di sanzioni nel caso di concorso formale di violazioni e del concorso materiale in caso di violazioni consumate con condotte autonome; nemmeno in presenza di diverse condotte consumate entro un breve lasso di tempo ed in una programmazione unitaria.

Il cumulo giuridico delle sanzioni si può applicare solamente nel caso vi sia concorso formale tra le violazioni contestate e cioè solamente per quelle violazioni commesse con una sola azione od omissione.

Secondo la Corte di Cassazione, i giudici di merito sono incorsi nell’errore di diritto consistito nell’aver ritenuto che le predette condotte avessero dato luogo a violazioni autonome per il semplice fatto di essere state consumate ad orari diversi, non tenendo in considerazione il fatto che ad ogni accertamento non deve per forza corrispondere una contravvenzione, soprattutto nel caso in cui le condotte siano state poste in essere nella medesima strada e a distanza ravvicinata di tempo.

Dott.ssa Benedetta Cacace


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