SULLA REVISIONE DELL’ASSEGNO DIVORZILE


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Con l’Ordinanza del 05.06.2020, n. 10647 la Corte di Cassazione Civile, Sez. VI – 1, si è pronunciata in tema di revisione dell’assegno divorzile, stabilendo che questo debba essere rideterminato nel suo ammontare se l’ex coniuge ha percepito una cospicua eredità.

I fatti di causa

Un uomo ha proposto ricorso per cassazione avverso il decreto della Corte d’appello che aveva rigettato la sua domanda di revoca o riduzione dell’assegno divorzile in favore dell’ex coniuge.

La Corte d’appello aveva ritenuto che i motivi sopravvenuti indicati nell’atto dal ricorrente, il quale aveva dedotto il peggioramento delle proprie condizioni economiche e patrimoniali, a fronte del miglioramento di quelle dell’ex coniuge, fossero inidonei a giustificare l’accoglimento della domanda.

In particolare, la Corte d’appello non ha considerato la non trascurabile eredità (consistente in denaro e un immobile) acquisita dalla ex coniuge, i sopravvenuti oneri familiari dell’obbligato derivanti dal nuovo matrimonio, cui è collegato il sorgere di nuovi obblighi di carattere economico, la cui rilevanza è riconosciuta dalla giurisprudenza quale circostanza sopravvenuta che può portare alla modifica delle condizioni originariamente stabilite (cfr. Cass. n. 6289 del 2014, n. 14175 del 2016).


Per altro il matrimonio era durato solo sei anni e per l’appunto la limitata durata del vincolo matrimoniale deve  assumere nuova luce se si considera che l’assegno divorzile è stato di fatto corrisposto per diversi anni dal momento in cui è stato attribuito e determinato, al fine di giustificare potenzialmente una attualizzazione dell’assetto patrimoniale post-coniugale, in applicazione di un criterio, qual è quello della durata del matrimonio, rilevante anche ai fini della revisione delle condizioni patrimoniali degli ex coniugi.

La decisione della Corte dì Cassazione

Gli Ermellini nell’accogliere il ricorso ritengono che la

“revisione dell’assegno divorzile di cui alla L. n. 898 del 1970, art. 9, postula l’accertamento di una sopravvenuta modifica delle condizioni economiche degli ex coniugi idonea a mutare il pregresso assetto patrimoniale realizzato con il precedente provvedimento attributivo dell’assegno, secondo una valutazione comparativa delle loro condizioni, quale presupposto fattuale (dei “giustificati motivi” di cui parla l’art. 9) necessario per procedere al giudizio di revisione dell’assegno, da rendersi, poi, in applicazione dei principi giurisprudenziali attuali (cfr. Cass. n. 1119 del 2020).”


In pratica si deve  verificare se siano sopravvenuti elementi fattuali idonei a destabilizzare l’assetto patrimoniale in essere ed in questo caso il giudice di merito dovrà fare applicazione dei nuovi principi, quali emergenti dalle recenti pronunce della corte di cassazione in materia da ultimo, (Cass. n. 21234 e 21228 del 2019), per modificarlo e adeguarlo all’attualità.

“Al giudice di merito è rimessa la valutazione degli elementi probatori dedotti dal richiedente, ai fini della revisione delle condizioni patrimoniali conseguenti al divorzio, di cui deve dare adeguata motivazione che, nella specie, non emerge dal decreto impugnato.”

Avv. Tania Busetto

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