MANTENIMENTO E VERSAMENTO DIRETTO DEL TERZO


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In tema di mantenimento del coniuge è possibile richiedere, anche a causa di un semplice ritardo nell’adempimento, il versamento diretto del terzo ai sensi dell’art 156, VI co, c.c.?

Sul punto si è espresso  in data 18 marzo 2020 il Tribunale di Terni.

Una donna con ricorso chiedeva al Giudice di ordinarsi all’Inps, quale ente preposto alla erogazione della pensione in favore
del coniuge obbligato, il versamento a suo favore della somma dovutole a titolo di mantenimento in virtù del decreto di omologa.
A fondamento della sua richiesta vi era un ritardo dell’obbligato nell’adempimento, che il coniuge aveva giustificato genericamente e imputato a delle spese sopravvenute.

L’art. 156, VI comma, c.c. recita testualmente

“In caso di inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro all’obbligato, che una parte di esse venga versata direttamente agli aventi diritto”

In pratica, viene osservato, si tratta di una valutazione di opportunità che implica esclusivamente un apprezzamento in ordine all’idoneità del comportamento dell’obbligato a suscitare dubbi circa l’esattezza e la regolarità del futuro adempimento e, quindi, a frustrare le finalità proprie dell’assegno di mantenimento. La relativa valutazione resta affidata in via esclusiva al giudice di merito e, se adeguatamente motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.

Il Giudicante ritiene che

” il non puntuale adempimento dell’obbligo di mantenimento– anche se con pochi giorni di ritardo rispetto alla scadenza imposta – legittima, ove idoneo a determinare fondati dubbi sulla tempestività dei futuri pagamenti, l’emanazione dell’ordine ai terzi, ex art. 156, VI co., c.c., in quanto la funzione che adempie l’assegno di mantenimento viene ad essere frustrata anche da semplici ritardi (Cass., n. 1095/1990, in motivazione).”

Nel caso specifico viene notato che l’omesso e puntuale pagamento nel periodo di riferimento costituisce una circostanza idoena per ritenere incerto il futuro tempestivo versamento di quanto dovuto, e ciò soprattutto alla luce della generica allegazione sulla causa giustificatrice.

Il ricorso pertanto è stato accolto.

Avv. Tania Busetto

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