IN CASO DI SUPPORTO ALLA CARRIERA DELL’EX CONIUGE

RICONOSCIUTO L’ASSEGNO DIVORZILE PER IL SUPPORTO ALLA CARRIERA DELL’EX CONIUGE

La Corte di Cassazione, con la recente pronuncia n. 10016 del 14 aprile 2023 ha valorizzato il supporto che il marito ha dato all’ex moglie per la sua carriera, determinando l’obbligo per quest’ultima a versare al primo un assegno divorzile. Gli ermellini hanno quindi stabilito che per il vaglio del criterio compensativo-perequativo, in materia di riconoscimento dell’assegno divorzile, bisogna considerare gli effetti delle scelte operate dai coniugi durante il matrimonio.

Pertanto, per valutare se il coniuge economicamente debole abbia o meno diritto all’assegno di mantenimento, bisognerà tener conto non solo delle occasioni di lavoro cui ha rinunciato per il bene della famiglia, ma anche dei benefici e vantaggi di cui ha goduto l’altro per il progredire della propria carriera.

In particolare, nella vicenda sottesa all’ordinanza in commento, l’ex moglie veniva obbligata a versare il mantenimento al marito che l’aveva supportata anche economicamente negli studi e nei primi anni della propria carriera.

La donna, scontenta della decisione, reclamava il provvedimento innanzi alla Corte d’Appello, che riformava parzialmente la pronuncia del giudice di primo grado, solo però riducendo l’ammontare dell’assegno.

I Giudici di merito avevano rilevato che la donna, durante il matrimonio, era stata aiutata dal marito, che si era occupato delle incombenze familiari e l’aveva supportata economicamente sia durante gli studi ed i primi anni di lavoro.

Ma la donna non si arrendeva ed adiva la Suprema Corte, lamentando che l’aiuto del consorte, in costanza di matrimonio, non doveva essere interpretato come una sua rinuncia alle prospettive di carriera e di guadagno, ma era solamente espressione degli obblighi matrimoniali che lui si era assunto verso la coniuge molto più giovane di lui.

Tuttavia anche la Corte decideva di respingere le doglianze della donna, rifacendosi alla pronuncia della Cassazione civile sez. VI-1, n. 22738 dell’11 agosto 2021, che citava tra i criteri di determinazione dell’importo dell’assegno, il fatto che le scelte condivise di sacrificio delle proprie attese personali, abbiano inciso sulla formazione del patrimonio della famiglia e di quello personale degli ex coniugi, determinando un mutamento patrimoniale che, in sede di separazione e divorzio, deve essere riequilibrato.

Dunque, secondo i Giudici di Piazza Cavour, non avevano errato i giudici di merito ad avvalorare il fatto che il completamento del ciclo di studi e l’esito positivo della fase di specializzazione e di dottorato della donna, era avvenuto anche grazie agli aiuti economici del marito e che la successiva vita professionale era quindi connessa anche all’ex coniuge, che aveva destinato le sue risorse economiche per il sostegno della carriera della moglie.

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Cassazione civile sez. I – 14.04.2023, n. 10016