DEBITI TRA CONIUGI? NON PUÒ ESSERE NEGATO IL MANTENIMENTO


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Il mantenimento all’ex moglie non può esserle negato solo perchè ha un debito nei confronti del marito

Corte di Cassazione, sesta sezione penale, sentenza numero 09553 del 2020

La Corte di Cassazione, sesta sezione penale, con la sentenza n. 09553 del 2020 è intervenuta per chiarire che, nel caso in cui l’ex marito vanti un credito nei confronti dell’ex moglie, non è autorizzato a compensarlo non versando a quest’ultima l’assegno di mantenimento pattuito.

Nel caso di specie, la Corte d’Appello, in riforma della decisione di primo grado aveva condannato l’imputato per il reato ex art. 570, commi 1 e 2 del codice penale.

L’articolo 570 del codice penale, in materia di violazione degli obblighi di assistenza familiare dispone che:

“Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale, alla tutela legale o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro.

Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:

1) malversa o dilapida i beni del figlio minore o del coniuge;
2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.

Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un’altra disposizione di legge”.


Il ricorrente, nell’adire la Corte di Cassazione lamenta che i giudici di merito non avesero preso in considerazione il fatto che vantasse dei crediti, in forza di alcuni titoli esecutivi, nei confronti dell’ex moglie.

Gli Ermellini, intervenuti sulla questione hanno dichiarato infondato il ricorso, evidenziando come, nella materia in oggetto si deve distinguere il profilo civilistico, relativo all’obbligo di versare le somme stabilite per il mantenimento dei familiari da quello penalistico, relativo al dovere di non far mancare loro i mezzi di sussistenza.

Sotto quest’ultimo profilo,

“il soggetto obbligato a fornire i mezzi di sussistenza non può opporre, a titolo di compensazione, al fine di escludere l’ipotizzabilità del reato di cui all’art. 570 c.p., un suo credito verso l’avente diritto perchè è preminente il suo dovere di sopperire, comunque, allo stato di bisogno dei figli minorenni e del coniuge soddisfacendone le esigenze primare”.

Avv. Tania Busetto

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